TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo, 2008

Seconda Parte / Il processo industriale tessile, dalla materia prima ai tessuti finiti

 

 
 

Capitolo 3

Le fibre tessili

 
 
Definizione: fibre e filamenti. Classificazione. Terminologia e simboli internazionali tessili. 1. Definizione 2. CLASSIFICAZIONE DELLE FIBRE TESSILI. 3. Le fibre tessili: simboli e trattamenti.
 

 

 
Fibre tessili
1.- DEFINIZIONE
Per fibra si intende ognuno dei filamenti che, disposti in fasci, danno origine a fili e tessuti, siano essi minerali, artificiali, vegetali o animali. La fibra tessile rappresenta l’unità di materia di tutto il settore tessile. Le caratteristiche di una fibra tessile sono rappresentate dalla flessibilità, dalla finezza e dalla lunghezza in rapporto alla dimensione (relazione lunghezza/diametro: da 500 a 1000 volte): è l’elastico portato al suo massimo grado di orientamento.
 

Le prime fibre utilizzate nella storia del settore tessile furono quelle offerte dalla natura stessa. Tuttavia, pur esistendo più di 500 fibre naturali, in realtà sono molto poche quelle che possono essere utilizzate a livello industriale, poiché non tutte le materie possono essere filate e non tutti i filamenti e le fibre organiche si possono lavorare per la trasformazione in tessuti. La natura tessile di una materia deve comprendere le condizioni necessarie di resistenza, elasticità, lunghezza, aspetto, finezza, ecc. Nella loro forma naturale, e con l’unica eccezione della seta, le fibre hanno una lunghezza limitata, che può variare da 1 mm, nel caso dell’amianto, fino a 350 mm in alcune qualità di lane, che vengono denominate fibre discontinue. Chimicamente, si possono produrre fibre di lunghezza indefinita, simili al filo prodotto nel bozzolo del baco da seta e che vengono denominate filamenti: questi filamenti si possono tagliare per far sì che assomiglino alle fibre naturali (fibra tagliata).

 

Settori industriali tessili più importanti e loro uso nella confezione

  • Cotoniero: camiceria, jeanseria, fustagni, abbigliamento da bambino, capi estivi in generale.

  • Laniero: filati pettinati o tessuti, cardati o tessuti di lana per la confezione.

  • Serico: seteria per signora, fodere e controfodere.

  • Lavorazione a maglia: capi di abbigliamento, intimi e sportivi.

  • Non tessuti: controfodere e rinforzi.

 

A causa della forte richiesta, il consumo mondiale di fibre si è orientato verso quelle chimiche, le quali, essendo atemporali, vale a dire, prodotte continuamente secondo le necessità del mercato, hanno proprietà omogenee, non dipendono dalla crescita naturale della pianta o animale e sono generalmente più economiche.

Questo consumo mondiale di fibre tessili, in termini quantitativi, è il seguente:

39% cotone

39% fibre sintetiche

10% fibre artificiali

5% lana

7% altre

 
 

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Capitolo 4

TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

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