TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo, 2008

Seconda Parte / Il processo industriale tessile, dalla materia prima ai tessuti finiti
 

 
Capitolo 4
Le fibre naturali di origine animale / I
1. La seta. 2 Geografia e fauna della seta. 3. L’allevamento del baco e la produzione della seta. 4. La via della seta. 5. Le sete orientali. 6. La crisi della seta cinese.  7. La seta di Lione. 8. L’industria della seta tessile al giorno d’oggi. 9. L’altra industria della seta. 10. Caratteristiche più importanti della seta. ISTRUZIONI PER LA CONSERVAZIONE DELLA SETA.
 

 

 
1. La seta
All’interno del gruppo che abbiamo denominato FIBRE DI INSETTI SERITTERI sono presenti due varietà di seta: la seta selvatica (tussah o tussor) e quella chiamata solamente seta.

La seta è una sostanza, di consistenza viscosa, formata dalla proteina detta fibroina, prodotta dalle ghiandole di alcuni artropodi. L’insetto che la secerne, la espelle continuamente all’esterno attraverso un orifizio ed è proprio a contatto con l’aria che si solidifica allo stato di fibra.

2. Geografia e fauna della seta
 
 

Esiste una tradizione orientale che parla di una principessa cinese, di nome Xi-Ling-Shi, che stava  tranquillamente prendendo il tè nel suo giardino, seduta all’ombra di un gelso, quando nella sua tazza cadde uno strano bozzolo staccatosi da un ramo dell’albero. Non appena il bozzolo si inzuppò i fili di cui era composto si staccarono e la principessa, continuando a tirare quella fibra finissima, scoprì per caso il filo della seta.

Il ragno è il produttore di seta più comune e conosciuto, poiché il filo che secerne per tessere la sua rete non è altro che seta, ed è abbastanza facile osservarne la produzione, persino a occhio nudo. Molti insetti di questo tipo, nella loro forma larvale, quando vengono denominati comunemente bruchi, producono questa fibra sierosa per ancorarsi, grazie ad essa, al luogo dove vivono e per proteggersi durante la fase di metamorfosi. Per questo, tessono con la fibra un involucro completo, intorno a se stessi, nel quale rimangono racchiusi durante la fase di pupe (crisalidi) e continuano a crescere fino alla fase successiva della metamorfosi. In base alle regioni e alle faune, tra le varietà di bruchi di lepidotteri ce ne sono molteplici che secernono questa sostanza (larve serigene), la quale possiede le caratteristiche necessarie per essere utilizzata dall’uomo. La famiglia dei saturnidi è la più importante: si tratta di farfalle notturne. Nella fauna europea la pavonia maggiore o saturnia del pero è la farfalla più conosciuta; in Spagna c’è la Graellsia isabellae, che si trova solo nelle pinete della Castiglia; la farfalla luna vive in America; la farfalla cobra o atlante (Attacus Atlas) appartiene alla regione indo-australiana. Tuttavia, le più importanti produttrici di seta e le uniche che si utilizzano a questo fine sono quelle serigene della fauna giapponese, indiana e cinese. Il cosiddetto baco della quercia (yama mayu) in Giappone è il miglior produttore di seta selvatica, tussor o tussah, che ordisce un magnifico bozzolo di colore verde: quando gli inglesi scoprirono questa seta, verso il 1860, essa era ancora destinata unicamente alla famiglia imperiale.

Tuttavia, il maggior produttore di seta è l’artropodo lepidottero eterocero (farfalla notturna) detto filugello (bombyx mori), il cui bruco è conosciuto anche con il nome comune di baco da seta. Originaria della stessa fauna indiana, cinese e giapponese, questa specie viene importata in altre regioni da più di duemila anni e ora vive lungo tutta la zona sub-tropicale di questo pianeta.

 
Capitolo 4 / 3. Storia della seta

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