TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo, 2008

Seconda Parte / Il processo industriale tessile, dalla materia prima ai tessuti finiti
 
Capitolo 8
 

I fili e la filatura 

 

1. I fili. 1.1 Definizione. 1.2 Caratteristiche generali dei fili. 2. La filatura. 2.1 Fasi della filatura: A) DISIMBALLAGGIO: Disgregazione. Pulizia. B) CARDATURA: Allungamento. C) PETTINATURA o parallelizzazione: Nobilizzazione. D) INTRECCIO o prima torsione. E) FILATURA. F) TESSUTO FINITO. G) Altre operazioni. 2.2 Sistemi di numerazione di fili. Rapporto Numero/Titolo. A) SISTEMI DIRETTI. B) SISTEMI INDIRETTI. Equivalenza di numerazione dei fili. 2.3 Torsione dei fili. 2.3.1 Senso della torsione. 2.3.2 Aspetti della torsione. 2.3.3 Valore della torsione. 2.4 I fili composti. 3. I fili da cucito. 3.1 Caratteristiche principali che definiscono la loro natura e qualità. 3.2  Immagazzinamento. 3.3  Finitura. 3.4 Confezione. Fibra tagliata. Filamento. 3.5 Numerazione dei fili da cucito. Esempi di fili da cucito. 4. Classificazioni dei fili secondo le norme UNI 40-388-83. a) IN BASE ALLA LORO COMPOSIZIONE. b) Appendice: QUADRO SCHEMATICO dei fili secondo le norme UNI 40-388-83.

 

 

Un impianto di filatura di cotone, in Cina. Fotografie di SHANDONG WEICHAI CORP.

Sandong, Cina. Fiera Internazionale di Canton, 2000

 

 

 

1. I fili

Definizione

Si denomina filo l’insieme delle fibre tessili, continue o discontinue, che si torcono insieme raggiungendo una notevole lunghezza e che viene direttamente impiegato per la produzione e la cucitura di tessuti. Se sono fibre di filamento continuo si denominano FILO CONTINUO, mentre se si tratta di fibre discontinue formeranno il cosiddetto FILATO.

1.1  Caratteristiche generali dei fili

Sono le caratteristiche che li definiscono. Così la loro composizione, spessore, elasticità, regolarità, ecc., devono essere espresse con formule standard, quantificate in unità stabilite a livello internazionale e abbastanza numerose da poter assegnare ad ogni filo un nome proprio con il quale si possa definire e conoscere.

 

La loro composizione

Si analizza con microscopio o reattivi specifici che scoprano la presenza di componenti determinati.

 

Il diametro o spessore

Da qui si determina il TITOLO o NUMERO di tale filo, che si studia tramite l’aspino e/o la bilancia.

 

L’indice di torsione e ritorcitura

Si studia tramite un apparecchio specifico per questo esame, il torsiometro, che fissa l’INDICE DI TORSIONE di tale filo.

 

La loro resistenza

La loro misura si esprime nell’intestazione LUNGHEZZA DI ROTTURA, che indica la lunghezza massima che un filo può raggiungere affinché, sospeso per uno dei suoi capi, si rompa per il suo stesso peso. La formula è rappresentata da:

 

 

                    Nm x RESISTENZA MEDIA 
 Lr(Km)=   ----------------------------------------- 
                   1000

 

 

L’allungamento

È la capacità che un filo possiede di subire uno stiramento senza rompersi. Si misura con un dinamometro.

 

L’elasticità

È la capacità di subire un allungamento e recuperare la lunghezza originaria appena cessato l’allungamento.

 

La regolarità

Si chiamano regolarità le variazioni di diametro di un filo nella sua lunghezza. La misura il regolarimetro e ha i seguenti punti di riferimento:

 

                                                          Nodi

                                                          Nappe (spessore massimo)

                                                          Assottigliamenti (spessore minimo)

                                                          Grovigli (aggrovigliamento di fibre)

 

Le fibre In riferimento alla composizione di ogni filo:

 

                                                           Lunghezza delle fibre che lo formano

                                                           Finezza di tali fibre

                                                           Loro forma e orientamento

                                                           A volte vengono aggiunti altri dati

 

Il prodotto finito

Indicato nel COEFFICIENTE DI FRIZIONE e misurato con il friziometro.

 

L’aspetto

Questo dato dà un’idea del comportamento del filo nel capo (usando l’apparecchio PLANOFIL) oggetto di studio.

 

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Capitolo 9

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