TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo

Prima Parte / Moda, perché?

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INTRODUZIONE
1. Vestirsi, adornarsi, trasformarsi
 

In tutte le storie, in tutte le leggende, in tutti i racconti si trova sempre l'uomo vestito, ce ne parla nei suoi ornamenti, nelle sue pettinature e nei suoi vestiti. Nessuno si può immaginare un uomo che vive assolutamente nudo di vestiti, di trucchi, di ciondoli, di simboli, di amuleti.

Ripassando a grandi linee la storia del vestito da donna, o la storia di quello da uomo, in qualsiasi autore, in qualsiasi lingua, in qualsiasi scuola, il lettore troverà, uno dopo l'altro, i motivi per i quali l'uomo si è vestito: sia i più profondi e intimi che quelli più superficiali, perché durante la civilizzazione, in ogni tappa della storia sono stati applicati gli uni e gli altri. Questa stessa storia dimostra che persino  la scomodità, arrivando fino all'aggressione del proprio corpo, ha accompagnato l'uso dell'abbigliamento. Nel caso della donna, la sua repressione fisica e sociale è stata data in base a certi modi di vestire: ceste, guardinfanti, stecche, corsetti e nelle pettinature e ornamenti molto complicati. Vestirsi è diventato qualcosa di innato per l'essere umano, qualcosa di imprescindibile. Persino nella società nudista più radicale o primitiva, gli umani che la formano si adornano, si pettinano e si curano nell'aspetto, perché questo viene assimilato così profondamente nella loro personalità che si sentirebbero strani se non lo facessero.

 

     
   

Vestirsi, come camminare, differenzia l'homo sapiens dal resto degli animali. L'uomo non solo ha liberato le sue braccia quando si è eretto, ma ha anche guardato il suo corpo in un modo più completo, l’ha studiato e ha lavorato su di lui. Forse in modo leggero all'inizio, e dopo, in base alla civilizzazione e alla cultura si è fatto più complesso, ha reso più sofisticati i suoi ornamenti. Il vestito è forse la prima espressione di differenziazione tra quelli della nostra specie: appena ci si abitua a nuovi indumenti, questi tendono a specializzarsi, tendenza che non è ancora finita da quando l’uomo popola questo pianeta.

1.1 La cultura dell'adattamento e la cultura del gruppo
Tutte le forme che costituiscono il mezzo umano sono state disegnate dagli uomini. La creazione delle forme è stata un'imposizione della condizione della specie. In questo modo la cultura è come "forma di adattamento extracorporale di un animale, il primate umano, a un mezzo ostile".  L'uomo crea il suo ambiente materiale grazie alla capacità creativa della mente e all’abilità manuale. L'ambiente artificiale nel quale si esprimono le conoscenze acquisite da una collettività configurano la sua propria cultura.

Capi di vestiario appartenenti all'Età del Bronzo, scoperti in una tomba di Egtved. Museo Nazionale di Copenhagen. Foto del museo.

 

 
 
La cultura è la superficie su cui si manifesta la endotrasformazione che si opera a livello psicologico e sociologico. Oggettivamente, l'uomo è ciò che fa (André Malraux). E Clyde Klukhonn definisce cultura il modo di vivere di un popolo, ... il lascito che l'individuo riceve dal suo gruppo, riferito non solo all'aspetto interiore dell'essere ma anche a quello esteriore, materiale e tangibile.
Si denomina mezzo umano quello che l'uomo ha trasformato dalla materia per crearsi una vita più sicura e confortevole, ed è grazie a questo che si distinguono alcune società da altre. La storia, quindi, non è altro che la successione di mezzi umani. Se ognuno di questi migliora quello precedente starà determinando il progresso, che, a sua volta, chiude in se stesso il meccanismo di stimolazione: la cosa migliore che racchiude la novità è ciò che risponde a un antico desiderio (Valery). Creare significa apportare una nuova alternativa a ciò che già esiste. Per il creatore è di grande importanza l'influenza di una pertinente informazione relativa alle necessità e desideri latenti nella sua società e sui mezzi di produzione, innovazioni e materiali. Quelli che assumono la responsabilità di concepire l'insieme degli oggetti di una collettività dovranno essere immersi nella realtà sociale, per creare ciò che è necessario senza forzare un cambiamento violento per l'identità collettiva.
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(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

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