TECNOLOGIA DELLA CONFEZIONE TESSILE

(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo, 2008

Terza Parte / La confezione. Dal disegno alle cuciture a macchina

 

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Capitolo 16 / Il disegno 

1. Introduzione.  2. Formazione dello stilista.  3. Il disegno come lavoro.  4. Elementi di disegno.  5. La creazione di una collezione.  6. Fine del disegno e entrata nella produzione. ANNESSO: Saggio Moda per donne in gravodanza e monicollezione.

Conclusa l’esposizione teorica dei temi che riguardano la materia prima e le sue prime trasformazioni in manifatture tessili, si inizia ora lo studio della produzione di moda, ossia il processo industriale tramite il quale con i tessuti si ottengono capi di abbigliamento.

   
1. Introduzione al disegno di moda

Nei capitoli sul disegno e sui cartamodelli non vengono fornite una serie di idee generali bensì qualcosa di più importante: la base scientifica di entrambe le questioni. Questo aspetto interessa non solo gli stilisti e modellisti, ma anche tutti i professionisti della moda. Inoltre verranno studiati gli elementi principali dell’industria della confezione, divisi nei tre laboratori di produzione: quello del taglio, della confezione e dello stiro.

Disegnare modelli è un lavoro creativo e allo stesso tempo soggetto alle leggi del mercato della moda, alle leggi di domanda e offerta, dei costi di produzione e campionatura. Bisogna armonizzare e unire tutti i punti di vista per farli convergere affinché si consolidi su questi il lavoro dello stilista, che non deve essere solo un artista, ma anche un professionista con sensibilità artistica e con la capacità di rispondere con prodotto di moda in grado di essere venduto

Per portare a buon fine l’ingente compito di creare due o più collezioni all’anno, lo stilista si serve di svariati strumenti di lavoro: l’intuizione, la percezione, un’apertura razionale verso ciò che chiede il pubblico e, logicamente, i testi di tendenza che indicano le linee maestre, i colori e i tessuti che, all’inizio, saranno proposte per le stagioni seguenti, assimilandole alla sua personalità e materializzandole nel prodotto che realizza

Come si vedrà nel paragrafo corrispondente a I TESTI DI TENDENZA, queste non sono statistiche bizzarre, ma un lavoro scientifico di ricerca sociale e, in base a questo, non impongono bensì propongono la moda. Il professionista sarà in grado di discernere con chiarezza ed esattezza le idee nel mondo della moda e rifiuterà quelle che la ridicolizzano con eccessiva semplicità, come quella troppo usata per cui “la moda è una dittatura”. 

A volte succede che con il termine disegnare si fa riferimento niente più che al lavoro intermedio tra la concezione dell’opera o del modello e il suo risultato finale. La definizione non è sbagliata, ma non è completa. Sarebbe valida solo per lo stilista artista, il genio, quello così superdotato di sensibilità o di fama che lavora senza sottomettersi alle leggi di marcato, imponendo il suo gusto personale ai clienti. Questo, nel senso più ampio, è quasi utopistico.

Capitolo 162.  Insegnamento e formazione dello stilista  --->>>

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(C) EDYM, Spagna, 1998-2011

(C) Maria de Perinat, 1997

Edizione Giorgia Miazzo, 2008