|
Nei
capitoli sul disegno e sui cartamodelli non vengono fornite una serie
di idee generali bensì qualcosa di più importante: la base scientifica
di entrambe le questioni. Questo aspetto interessa non solo gli
stilisti e modellisti, ma anche tutti i professionisti della moda.
Inoltre verranno studiati gli elementi principali dell’industria della
confezione, divisi nei tre laboratori di produzione: quello del
taglio, della confezione e dello stiro.
Disegnare modelli è un lavoro creativo e allo stesso
tempo soggetto alle leggi del mercato della moda, alle leggi di
domanda e offerta, dei costi di produzione e campionatura. Bisogna
armonizzare e unire tutti i punti di vista per farli convergere
affinché si consolidi su questi il lavoro dello stilista, che non deve
essere solo un artista, ma anche un professionista con sensibilità
artistica e con la capacità di rispondere con prodotto di moda in
grado di essere venduto.
Per portare a buon fine l’ingente compito di creare due
o più collezioni all’anno, lo stilista si serve di svariati strumenti
di lavoro: l’intuizione, la percezione, un’apertura razionale verso
ciò che chiede il pubblico e, logicamente, i testi di tendenza che
indicano le linee maestre, i colori e i tessuti che, all’inizio,
saranno proposte per le stagioni seguenti, assimilandole alla sua
personalità e materializzandole nel prodotto che realizza.
Come si vedrà nel paragrafo corrispondente a I TESTI
DI TENDENZA, queste non sono statistiche bizzarre, ma un lavoro
scientifico di ricerca sociale e, in base a questo, non impongono
bensì propongono la moda. Il professionista sarà in grado di
discernere con chiarezza ed esattezza le idee nel mondo della moda e
rifiuterà quelle che la ridicolizzano con eccessiva semplicità, come
quella troppo usata per cui “la moda è una dittatura”.
|

|